Sospesi tra speranze e paure: giovani Europei di oggi

Il disagio giovanile in Europa: riflessione degli studenti dell'ITC “Chironi-Satta” di Nuoro nell’ambito del progetto “Noi giornalisti per un giorno”.

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Noia, malinconia, delusione, aggressività, paura e speranza: nel mondo giovanile le emozioni cambiano

intensità in base alle trasformazioni di vita che ogni ragazzo attraversa. Ogni giovane porta con sé un

bagaglio emotivo, influenzato dalla propria storia personale.

Oggi le sfumature emotive dei giovani sono spesso contrastanti: i primi legami affettivi, il confronto

con il futuro, le aspettative sociali e familiari. Ogni passaggio, ogni esperienza in cui ci sia una sconfitta

o una vittoria, lascia un segno dentro la vita di ogni adolescente, contribuendo alla sua crescita

personale.

Secondo i dati diffusi dall’UNICEF, nell’UE il suicidio è la quarta causa di morte tra gli adolescenti tra i

15 e i 19 anni. Solo nel 2022 circa un giovane su sei ha sofferto di un disturbo mentale diagnosticabile.

A questo si aggiungono milioni di ragazzi che, pur senza ricevere una diagnosi, sperimentano forme di

disagio psicologico, ansia, difficoltà relazionali e senso di non appartenenza al proprio contesto sociale.

Queste non sono semplici statistiche, sono segnali chiari di una crisi che sta colpendo in profondità le

nuove generazioni; non si tratta solo di effetti post-pandemici, come spesso si tende a credere: se la

pandemia da COVID19 ha sicuramente aggravato il malessere giovanile, le sue radici affondano in una

serie di fattori strutturali più ampi, come la pressione costante esercitata dai social media che

contribuiscono a creare una falsa sensazione di connessione senza reale coinvolgimento emotivo,

portando a un senso di solitudine e disconnessione, l’educazione artificiale ha infatti rimpiazzato

quella sentimentale. È preoccupante il fatto che il 13% degli italiani dichiari di non avere una rete di

supporto sociale su cui contare in caso di necessità ma quindi come recuperare l’isolamento sociale? La

soluzione sta nel problema: creare reti di supporto sociale per i giovani e per le loro famiglie è di

estrema importanza in modo che l’ambiente familiare offra un equilibrio tra sostegno e stimolo

all’autonomia. Un’altra criticità da affrontare è la difficoltà per i giovani di accedere al mondo del

lavoro, una soluzione potrebbe essere l’inserimento graduale attraverso stage, esperienze di PCTO

all’estero supportate da figure specifiche atte ad aiutare i giovani durante tale inserimento. Queste sono

possibili soluzioni che reclamiamo per costruire il Nostro Futuro.

Letizia Murgia, Ilaria Piras, Giorgia Puddighinu – V SIAS

Gioia Ganga – V TUR

Pietro Dui – IV RIM