Negli anni Settanta e Ottanta la Sardegna visse un periodo segnato da un fenomeno criminale: i sequestri di persona a scopo di estorsione di denaro. Si trattava di un fenomeno legato alla cosiddetta Anonima sequestri, termine con cui si indicavano diversi gruppi criminali attivi soprattutto in Sardegna e nel Sud Italia. In questo contesto si colloca il sequestro di Giuseppe Vinci, uno dei casi piu’ lunghi mai registrati in Sardegna.
I sequestrati appartenevano sempre a famiglie benestanti, Giuseppe Vinci era ungiovane imprenditore di Macomer titolare dell’azienda di famiglia, un’importante catena di supermercati in Sardegna. Venne rapito il 9 dicembre 1994, a 31 anni. Per
la sua liberazione è stato pagato un riscatto di 4 miliardi e 250 milioni di lire (circa 2.194.937,28 Euro).
Il rapimento fu organizzato nei minimi dettagli, infatti i rapitori riuscirono a sequestrare Vinci senza lasciare tracce. Le modalità del sequestro non sono ben chiare, ma secondo la ricostruzione cinematografica, gli fu sbarrata la strada da due
vetture dalle quali scesero i suoi sequestratori armati. Venne legato, imbavagliato e forzatamente introdotto nel bagagliaio di un fuoristrada. Dopo il rapimento il Sig. Vinci fu inizialmente portato in una casa isolata, per poi essere trasferito dopo circa
una settimana in un secondo rifugio in periferia, dove rimase fino alla fine della prigionia, durata complessivamente 310 giorni.
Come accadeva frequentemente, dopo alcuni giorni arrivò il primo contatto. Si aprì così una trattativa complessa, in cui ogni scelta poteva avere conseguenze decisive per la vita dell’ostaggio. Parallelamente, le forze dell’ordine avviarono indagini difficili, spesso ostacolate dalla conoscenza del territorio da parte dei sequestratori e dall’uso di nascondigli in zone isolate.
In data 9 aprile 2026 nell’auditorium dell’ITC Satta abbiamo avuto il piacere di incontrare il Sig. Vinci e di assistere alla proiezione del Film a lui dedicato, “Storia di un Riscatto”. Conclusa la visione, abbiamo avviato un dibattito di circa un’ora con il protagonista di questa triste storia.
Il Sig. Vinci ha reintrodotto la vicenda con l’aggiunta di particolari non presenti nel film, si è messo a totale disposizione per rispondere alle nostre domande nonostante fosse ancora molto provato mentre raccontava il suo sequestro. Inoltre nel palco dell’auditorium è stata portata una replica 1:1 della stanza in cui ha passato gran parte della sua prigionia.
Ringraziamo il Sig. Vinci per averci voluto raccontare la sua personale storia, ci ha colpito in particolare la sua grande forza nel reagire a tutto ciò.
Diego Fois, Veronica Sirca e Marta Nonne, III RIMS
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