Il diario di Anna Frank ha inizio nel giugno del 1942, la sua vita presenta ancora qualche rassomiglianza con la vita di una qualunque ragazzina della sua età. Gli alunni della II MSB si confrontano con lei in una chiacchierata lontana nel tempo ma attuale nei contenuti.
Come immaginavi il tuo futuro, cosa ti sarebbe piaciuto diventare?
A me piace tanto esprimermi attraverso la scrittura “scrivendo dimentico tutti i miei guai, mi rianimo e la mia tristezza svanisce”. Tuttavia, ho sempre avuto un dubbio, “ma, e questo è il problema, saprò scrivere qualche cosa di grande, diventerò mai una giornalista o una scrittrice? … Io lo spero tanto, perché scrivendo posso fissare tutti i miei pensieri, i miei ideali e le mie fantasie”. Sicuramente “io non farò mai solo la casalinga … debbo avere qualcosa a cui dedicarmi, oltre al marito e ai figli! Voglio continuare a vivere dopo la mia morte!”
Se foste sopravvissuti, avresti trascorso la tua vita con Peter Van Pels?
(Risata) “Non appena è entrato nella stanza ho visto uno spilungone piuttosto timido e noioso dalla cui compagnia non c’è da aspettarsi un granché. Da sabato c’è stato un grande cambiamento per me. È andata così. Avevo una folla di desideri e li ho ancora”. Anche se poi, col passare del tempo questo amore mi sembrava un po’ “vacuo”. Quindi no, non penso che avrei passato la vita con lui.
Cosa ti ha tenuta in vita nel lager?
Non è stato semplice, ma è stato “un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché continuo a credere nell’intima bontà dell’uomo.”
Nonostante quel che è successo, “mi è proprio impossibile costruire tutto sulla base della morte, della miseria e della confusione. Vedo che il mondo lentamente si trasforma in un deserto, sento sempre più forte il rombo che si avvicina, che ucciderà anche noi, sono partecipe del dolore di milioni di persone, eppure, quando guardo il cielo, penso che tutto tornerà a volgersi al bene, che anche questa durezza spietata finirà, e che nel mondo torneranno tranquillità e pace.”
Prima di arrivare qui, scrivevo un diario, è stata ed è la mia ancora di salvezza. Avevo un’amica immaginaria, Kitty e ricordo che le scrivevo “spero che ti potrò confidare tutto, come non ho mai potuto fare con nessuno, e spero che sarai per me un gran sostegno. Perciò finisco sempre con il ritornare al mio diario, è il mio punto di partenza e il mio punto di arrivo perché Kitty è sempre paziente, le prometterò che nonostante tutto continuerò a fare la mia strada e a inghiottire le mie lacrime.”
Vorrei darvi un consiglio perché nella vita succederà di dover affrontare momenti difficili e “per chi ha paura o si sente incompreso e infelice, il miglior rimedio è andare fuori all’aperto, in un luogo dove egli sia completamente solo, solo col cielo, la natura e Dio. Soltanto allora, infatti, soltanto allora si sente che tutto è come deve essere, e che Dio vuol vedere gli uomini felici nella semplice bellezza della natura. Finché ciò esiste ed esisterà sempre, io so che in qualunque circostanza c’è un conforto per ogni dolore.”
Molte volte mi sono sentita sola e triste e “spesso sono stata depressa, ma non ho mai perso la speranza, considero questa clandestinità un’esperienza pericolosa, romantica e interessante. Ogni privazione nel mio diario la descrivo come un divertimento.”
Oggi noi ragazzi viviamo in un mondo complesso e il futuro ci fa un po’ paura, cosa ci consigli per affrontarlo nel miglior modo possibile?
Vi capisco molto bene perché anche io vivo in un mondo difficile e pieno di incertezze. “Ecco la difficoltà di questi tempi: i sogni, le splendide speranze non sono ancora sorti in noi che già sono colpiti e completamente distrutti dalla crudele realtà. È un gran miracolo che io non abbia rinunciato a tutte le mie speranze perché esse sembrano assurde e inattuabili. Le conservo ancora, nonostante tutto, perché credo ancora nell’intima bontà dell’uomo.”
Anche per me non è facile. “Nel frattempo devo conservare alti i miei ideali, che forse nei tempi a venire si potranno ancora realizzare!”
So bene quanto sia difficile per noi giovani. “A noi giovani costa doppia fatica mantenere le nostre opinioni in un tempo in cui ogni idealismo è annientato e distrutto, in cui gli uomini si mostrano nel loro lato peggiore, in cui si dubita della verità, della giustizia e di Dio.”
È proprio la speranza che mi permette di andare avanti. “Dove c’è speranza, c’è vita. Ci riempie di nuovo coraggio e ci rende nuovamente forti.”
Per questo sento di non poter rimanere in silenzio, “voglio continuare a vivere anche dopo la mia morte! E perciò sono così grata a Dio che mi ha dato fin dalla nascita la possibilità di sviluppare il mio spirito e di scrivere, e quindi di esprimere tutto ciò che è in me.”
Infine credo profondamente che ognuno possa fare la differenza: “Non si è mai troppo piccoli per essere giusti.”
Ricerca della II MSB con la Prof.ssa Giuliana Pireddu: un lavoro di rigore filologico che restituisce la voce di Anna tramite frammenti autentici tratti dal Diario.
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