Il paradosso europeo. Un continente ricco, una generazione povera

Il disagio giovanile in Europa: riflessione degli studenti del Liceo Scientifico “E. Fermi” di Nuoro nell’ambito del progetto “Noi giornalisti per un giorno”.

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L’Europa invecchia. La popolazione diminuisce, la fiducia nel futuro è ai minimi. Eppure il Vecchio Continente, se preso nel complesso, è una superpotenza economica. Cosa causa questa netta divergenza trarisorse e potenzialità inespresse?

Rispondiamo: i giovani. Loro decidono se avere dei figli, se creare qualcosa di nuovo e devono essere più prudenti versoil futuro: la vita è tutta davanti. Eppure vivono come in una casa dove scricchiolano costantemente le travi, e a scricchiolare di più è l’economia. I giovani detengono una quota molto piccola della ricchezza, se confrontati con icoetanei di 30 anni fa e le crisi economiche che abbiamo sperimentato non migliorano le possibilità di costruirsi un futuro in proprio. La crescita degli affitti rende la vita da soli e gli studi universitari quasi dei miraggi: per motivi economici molti giovani si vedono preclusi studi ulteriori ed entrano nel mondo del lavoro sprovvisti di adeguata formazione. Intanto la politica sembra ignorare le tutele per quelli che entrano nel mondo del lavoro, come dimostra ilproliferare di stage e tirocini non retribuiti da due mesi che finiscono per durare all’infinito.

E che dire dei diritti civili? Il movimento progressista, attento alle prerogative di tutti, sembra essersi fermato e in varie parti d’Europa i reazionari combattono per annullare le conquiste degli ultimi decenni.

Ovviamente è facile denunciare, ma qui l’intento è anche di proporre delle soluzioni: per esempio, riguardo agli affittiservirebbe fissare un calmiere per rendere più accessibili gli alloggi, attualmente fuori portata per la maggioranza deigiovani studenti.

È poi cruciale che le aziende siano tenute ad avere una percentuale minima di giovani regolarmente retribuiti, andandocosì a mitigare la crisi demografica: le giovani coppie infatti sono spesso dubbiose sull’idea di creare una famiglia acausa della precarietà economica. Ma non possiamo aspettarci che le aziende reggano questo carico in più senza appositi sostegni, ed è per questo che si rende anche necessario investire convintamente sull’istruzione, così da avere giovanimeglio formati all’ingresso in azienda e capaci di generare valore in poco tempo. Il compito di migliorare la situazione nonspetta solo ai politici, bensì soprattutto ai cittadini, che devono saper usare la loro voce e il loro voto per costruire un‘Europa in cui il futuro sia garantito.

Francesco Secci, Carla Careddu, Delia Pisano, Roberta Fadda e Alberto Paolo Ballore – Liceo “E. Fermi”