Un viaggio intorno al mondo… restando in classe

Il mondo entra in classe: i nostri studenti si confrontano con ragazzi stranieri in anno di studio in Italia

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Qualche giorno fa nella nostra classe abbiamo vissuto un’esperienza diversa dal solito: per due ore abbiamo accolto cinque studenti stranieri provenienti da Paesi molto diversi tra loro: Germania, Thailandia, Paraguay, Giappone e Francia.

All’inizio eravamo un po’ imbarazzati e non sapevamo bene cosa dire, ma la curiosità era tanta. Gradualmente siamo riusciti a scioglierci e abbiamo iniziato a dialogare in inglese, ma anche in italiano, rimanendo molto colpiti dal fatto che conoscevano molto bene la nostra lingua.

Abbiamo parlato della scuola, della quotidianità ed anche degli hobby. È stato interessante scoprire come trascorrono il tempo libero: alcuni praticano sport, escono con gli amici, proprio come noi. Questo ci ha fatto capire che, anche se veniamo da paesi lontani, alla fine abbiamo molte cose in comune.

Inoltre, abbiamo mostrato loro dei video che rappresentano le nostre tradizioni, come il ballo sardo e i murales di Orgosolo.

Successivamente ci siamo confrontati sulle differenze tra i sistemi scolastici dei rispettivi paesi di provenienza. Alcuni studenti ci hanno spiegato che la scuola è organizzata in modo diverso, sia per gli orari che per le discipline. In alcuni casi le lezioni finiscono prima, mentre in altri sono più lunghe o più intense, in Giappone, per esempio, fanno 11 ore di scuola al giorno, cosa che a noi sembra una follia, e tra l’altro non essendo presenti collaboratori scolastici, dopo l’orario di lezione sono tenuti a svolgere le pulizie.

Un’altra differenza davvero sorprendente è stata scoprire che in Paraguay è possibile prendere la patente già a 13 anni: una cosa cheper noi è sembrata incredibile, visto che in Italia bisogna aspettare molti più anni. Questo ci ha fatto riflettere su quanto le regole e le abitudini possano cambiare da Paese a Paese. Confrontarci su questi aspetti ci ha fatto riflettere su quanto le regole e le abitudini possano cambiare da paese a paese permettendoci di vedere la realtà da punti di vista diversi e di capire meglio le culture degli altri.

Anche se è durata solo due ore, è stata un’occasione importante che ricorderemo.

Ci auguriamo di poter ripetere attività simili in futuro, perché sono esperienze che aiutano a crescere e a vedere il mondo con occhi diversi.

Brotza Gianna, Burra Benedetta e Ticca Alessandro,  III RIMS.

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